Un giorno in pornoteca

Un giorno in pornoteca Prima che diventassi un ottico, ero un ottimo responsabile punto vendita. Uno di quelli che oggi chiamano “Store Manager”, che gestiscono la vita di un negozio, si occupano del personale, della mobilitazione del magazzino, seguono gli incassi attenendosi a precise disposizioni strategico/commerciali. Ero tutto questo. Anche se – forse non è utile specificarlo, ma penso di sì – la mia era una videoteca di poche decine di metri quadri, io ero l’unico dipendente, non avevo un ufficio centrale a cui rendere conto, non avevo un magazzino, non facevo selezioni di personale, non avevo programmi di gestione attività. Avevo una scopa, una paletta, un Mocio ed un… Read More

Continue Reading

Il Torneo dei Papà

Oggi ci inventiamo una storia su un torneo organizzato dalla scuola elementare dove insegna mio fratello. Il Torneo dei papà …Un messaggio illuminò il telefono. Era Capitan Bibiani, gli rammentava la partita del Torneo dei Papà di quella sera. Era organizzato da alcuni maestri e genitori dell’istituto comprensivo Melanzio-Parini di Castel Ritaldi e Montefalco, allo scopo di reperire dei fondi per acquistare un apparecchio defibrillatore. I requisiti per potervi partecipare erano pochi: amare il calcetto, avere qualche chilo in più, essere padre di un alunno dell’Istituto, giocare corretti comportandosi, per dirla all’inglese, con Fair Play. Questa competizione, però, non si svolgeva a Manchester o a Cardiff, ma tra Castel Ritaldi,… Read More

Continue Reading

Raffronti di un ottico solitario

[…] Delle cure onde meco egli si strugge; e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. (Alla sera, U. Foscolo) Forse perché un capolavoro è tale anche per il suo essere riconducibile ad ogni piccola cosa che ci circonda. Possiamo ritrovarne un pezzetto mentre camminiamo per strada, mentre lavoriamo. Io per esempio, oggi in macchina attraversavo la Sardegna, ascoltando la musica del mio lettore. Scorrendo canzone per canzone, mi sono fermato al raggruppamento “sigle cartoni animati”. La settima o l’ottava era questa: https://www.youtube.com/watch?v=R6OC0ClptW4 Dicevo, forse perché sono io, quando guido, facilmente suggestionabile, o forse perché questi versi sono una parte recondita della mente nostra, scoperta, esplicata… Read More

Continue Reading

Roberto

Roberto Spoleto ospita e ha ospitato, oltre al Papa nel Medioevo, oltre a Graziano Mesina nel carcere della Rocca Albornoziana (da cui riuscì ad evadere), oltre al Festival dei Due Mondi, oltre a una serie di scrittori e poeti che hanno lasciato la loro traccia qua e là in giro per la città, anche qualche decina di migliaia di ragazzi, nel convitto di Piazza Campello. Arrivai in convitto nel 1993, entravo in quinta elementare, con me c’erano mio fratello Maurizio e mia madre. Per quanto giovane mi potesse sembrare, lei ci lasciò lì e non restò, non divenne convittrice come noi. Appena arrivati al piano del settore maschile, davanti alla… Read More

Continue Reading

La punteggiatura

La punteggiatura   I segni di interpunzione, mi diceva una professoressa, sono alcuni tra i tratti più belli e complessi della lingua scritta. Possono impreziosire una frase, possono cambiarne il senso, possono rovinarla o renderla incomprensibile. È per questo che li curo così tanto, ed è per questo che, nella ricerca della perfezione, ne sbaglio tantissimi. Come in amore, d’altronde. Cerco di essere perfetto. Cerco di essere un buon fidanzato, una brava persona. Ma non ci riesco, ho sempre una fidanzata che, un paio di volte a settimana (quando va bene), mi odia per qualche ora. A volte mi ritrovo ad immaginare la punizione che mi darebbe, per i miei… Read More

Continue Reading

Sulle labbra la potrò baciare.

Una volta mi trovavo nel corridoio delle camerate, nel convitto di Spoleto. Frequentavo la terza superiore e lui la quinta. Io procedevo verso la mia stanza, e per raggiungerla dovevo superare la soglia della sua, dove lui era poggiato a far nulla. Come fosse al bar in paese. Mi guardava e dopo che lo superai e gli rivolsi le spalle, cominciò: “La troverò sopra il mare, sulle labbra la potrò baciare, là arriverò, quando è sera, quando il sole tramonta in rivieeeeera”. Mi girai per seguire la sua performance solo alla fine della strofa, e lo trovai a suonare una chitarra immaginaria. Si chiamava Gaetano, eraera lucano ed era uno… Read More

Continue Reading

I fought the law.

Come già ho raccontato, conobbi i Clash Da bambino, per mezzo di mio fratello, ma più che altro per il nome. Però la prima volta che ascoltai una loro canzone ero adolescente. Fu quando una notte, facendo avanti e indietro per i canali, trasmisero su Tmc2 il video di I fought the law. Mio fratello era presente, e mi spiegò chi fossero i Clash e cosa significasse quella canzone, inquadrandola brevemente nel movimento Punk. Restai affascinato sia dal pezzo, sia dalle immagini. Certo, la sua fallace (volutamente, credo) traduzione del titolo fece una grande parte: -questa canzone significa IO FOTTO LA LEGGE-. Lo disse tutto impettito, e lo ringrazio ancora… Read More

Continue Reading

Serie tv e sigle.

A vent’anni, ricordo, quando vivevo a Perugia, il venerdì salivo in centro e andavo al cinema teatro Il Pavone alle 16:30, ora in cui veniva proposta la nuova pellicola settimanale. Qualunque fosse il film che proiettavano, io mi infilavo dentro. Mi recavo in galleria e avevo il mio loggione personale. C’erano diverse sedie, culo su di una, piede in un’altra e braccio in un’altra ancora. Come fossi a casa. Vidi decine di film, e me li ricordo tutti, come The Ring. Me la feci sotto dalla paura, anche perché in tutta la sala c’ero solo io. Oppure Big Fish, Thirteen -tredici anni-. La mia usanza del venerdì, dicevo, era il… Read More

Continue Reading

Louise Dombrowski

Due fratelli si trovano in galera, sconsolati ma non troppo. Fanno due chiacchiere e fumano un sigaro. La città in cui vivono è sconvolta da una serie di omicidi, oltre ai quali, durante le indagini, emergono le storie della desolazione giovanile nascosta dietro ai bei vestiti, ai visi candidi, la pelle chiara e liscia, i sorrisi con zigomi rigonfi di vitalità e giovinezza. Twin Peaks, anche dopo l’arrivo dell’FBI, rimane un paesello sperduto da qualche parte, su al nord. Lo sceriffo, il giudice, la barista e l’imprenditore. Tutti si conoscono, ognuno ha la propria vita e la propria esistenza, che sembra inserita in un circolo di vita molto più ampio,… Read More

Continue Reading

Liquirizie e guanti neri.

“Ne mangio mille al giorno e vuoi sapere perché? Sei tutta naturale e niente è meglio di te. Ta-Ta, Ta-tabù”. Quanto era bello questo spot? Quanto geniale l’ideatore? Quanto bravo il disegnatore? Un uomo di colore che si mimetizza nel buio dello sfondo. L’attenzione è attirata dai particolari in bianco della sua figura. La giacca, il rossetto, il papillon. E i guanti, soprattutto. Quante volte ci capita di portare in automobile una persona particolarmente ansiosa? Beninteso, io odio la velocità, odio chi corre e chi fa lo slalom in mezzo alla città, chi si attacca alla macchina davanti, chi è spericolato. Amo la prudenza. Però, se siedo in macchina con… Read More

Continue Reading