Natale studentesco.

Nell’Autunno del 2002 frequentavo il mio primo anno d’Università a Perugia. Mi iscrissi alla facoltà di Storia e Informazione, senza sapere cos’avrei voluto fare dopo gli studi, senza sapere se sarei riuscito ad appassionarmi al piano d’esami che andavo configurando, l’unica cosa che contava era scegliere la facoltà a più basso contenuto di discipline scientifiche possibile. Manco a dirlo, il primo esame che sostenni fu uno scritto di Economia Generale. Un laureato in Fisica mi riderebbe in faccia per averla ascritta tra le materie scientifiche, ma per me, che all’infuori dell’Aritmetica e dell’Algebra basilare è tutto un universo odiato ed ignobile, studiare paragrafi dal titolo “La curva della domanda”, “Il… Read More

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Il pregiudizio.

In un famoso film Totò si presentò a Milano in piena Estate, vestito con colbacco, giaccone e sciarpa. Costrinse anche Peppino a fare altrettanto, e quando la sua mitica Spalla fece lui notare che quell’abbigliamento fosse un poco inadeguato per la stagione, lui rispose, a grandi linee: siamo a Milano, siamo al Nord! E al Nord fa freddo. Io sono sardo, e da buon isolano, di pregiudizi ne ho tanti. E posso affermare che Totò avesse pienamente ragione. Al Nord fa freddo, e bisogna vestirsi pesanti. Punto e basta. Ecco, sulla falsa riga di quella bellissima scena, così magicamente comica ed auto ironica, pensando a quella sorta di analisi che… Read More

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Le saponette

Borbottando frugo nella borsa, tirando su la voce per farmi sentire, nella speranza che qualcuno rida di ciò che dico, in sostanza farfuglio per il pubblico: “ma quante saponette hai comprato? Le hai sgraffignate al negozio?“. Finché non m’avvedo di quel che sto facendo, e la pianto, oh se la pianto. Ma la pianto di brutto… Ma partiamo dal principio. Con Giulia cerchiamo casa da qualche giorno, gli annunci pullulano ma le nostre esigenze fanno sì che tra giornale e internet le opzioni si riducano a pochi appartamenti. Vorremmo risparmiare rispetto al salato affitto che paghiamo nel centro città, vorremmo stare in una zona più silenziosa e meno affollata, soprattutto di… Read More

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Prima visione un cavolo.

Contrariamente a qualche anno fa, andare al cinema non mi piace più. Vedere un film in santa pace in casa, quello sì, purché sia un film che ho già visto. Non ho interesse a vedere nuove opere. E non si pensi che sia perché io abbia qualsiasi pregiudizio verso il cinema di oggi, o qualsivoglia competenza per giudicare un film -vecchio o nuovo che sia- dal suo regista, dal suo direttore della fotografia, dall’autore delle musiche, dagli attori. Semplicemente, ho perso interesse, tranne che per ciò che so già di amare. Un limite che ha del patologico, direste, una vera malattia, risponderei. Ma tant’è. Ecco di seguito elencati i film… Read More

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Contrasti

Pearl Jam e Smashing Pumpkins. Un po’ il biglietto da visita di un adolescente che vuole marcare la sua diversità dagli altri, fregiandosene con supponenza. Provo a spiegarmi meglio. A tredici anni conoscevo poco o nulla della musica che mi accompagnò all’età adulta. Nel 1996, a casa, vedevo mia cugina Francesca che “sdoppiava” le cassette di musica Punk prestatele da Fabrizio, e ascoltavo qualcosa insieme a lei, ma poco mi interessava. Poi, un bel giorno in collegio a Spoleto, conobbi Nicola, che in prima superiore divenne il mio amico più caro. Il fascino che esercitava su di me era tutto basato su un contrasto, come sempre d’altronde: la sua timidezza,… Read More

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Da cosa nasce Cosa.

– Ci sono quattro cose che muovono ogni azione che io faccio, ho fatto e farò, ma me ne ricordo solo una. – Ma lo sai che non vedevo l’ora che me lo dicessi? Il moro ripose la rivista che stava sfogliando, aveva provocato uno strappo di tre centimetri nella pagina che stava consultando. Quando il biondo principiava a parlare, appesantiva sempre la prima vocale, e questo, sovente, faceva sprammare il suo amico di tutti i giorni. Con la loro Panda rossa si erano diretti al molo del porto canale. Il biondo si spaventava sempre, perché aveva paura che, percorrendo la lingua di cemento che tagliava le acque per arrivare… Read More

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Deformazione professionale.

Tempo fa acquistai un campo alla periferia di Cagliari. Il lotto era di quattro ettari, il vecchio proprietario lo aveva diviso a metà, una parte la vendette a me ed una a un salumiere che per quarant’anni aveva gestito una bottega in centro città. Era famoso: il prosciutto che aveva era dolce e morbido, ed era secondo soltanto alla sua mortadella, una prelibatezza da perderci la testa e la linea. Abbiamo comprato due ettari di terreno a testa. Io, prima o poi, ci pianterò qualcosa, dopo anni non ho ancora deciso. Il salumiere invece voleva imbastire un piccolo allevamento di suini. Le recinzioni non erano mai state costruite, ma per… Read More

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La mia collezione, la mia rovina.

Un pezzo della mia grande passione: collezionare palloni da calcio. Tempo fa decisi di catalogare ogni pezzo, e creai un file con la foto di ogni palla, annotavo il nome del modello, un giudizio estetico e tecnico, come ne ero venuto in possesso ed infine, in alcuni casi, dei ricordi che lo riguardassero. Le caselle del file hanno i seguenti titoli, partendo da sinistra: – Marca/modello; – In mio possesso dal: – Dimmi di lui. Giudizio estetico, ricordi su come l’hai avuto, insomma, il cazzo che ti pare. – Certificazione. Forse è proprio questo che ha fatto divenire questo interesse una passione che sfocia, va detto, in un’ossessione: l’affinità estetica… Read More

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Amicizia

– Mi annoi. – E perché? – Mi annoi tu, i posti dove mi porti, i posti dove ti trovo quando ti incontro per caso. Mi annoia come proponi il tuo tempo libero a noi, che siamo i tuoi amici. – E come lo “propongo”? – Senza brio, senza vivacità. Come fosse una naturale attitudine. Venire qui, fare questo, stare zitti oppure parlare di niente. Fare domande insulse. Penso che dovremmo smettere di frequentarci. – Ma, sai. Per mangiare, per vivere, devo fingere, devo ostentare vitalità, devo dipingere in me una finta voglia di stare in mezzo alla folla. – Non ti piace perché la folla è piena di sconosciuti?… Read More

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Un giorno in pornoteca

Un giorno in pornoteca Prima che diventassi un ottico, ero un ottimo responsabile punto vendita. Uno di quelli che oggi chiamano “Store Manager”, che gestiscono la vita di un negozio, si occupano del personale, della mobilitazione del magazzino, seguono gli incassi attenendosi a precise disposizioni strategico/commerciali. Ero tutto questo. Anche se – forse non è utile specificarlo, ma penso di sì – la mia era una videoteca di poche decine di metri quadri, io ero l’unico dipendente, non avevo un ufficio centrale a cui rendere conto, non avevo un magazzino, non facevo selezioni di personale, non avevo programmi di gestione attività. Avevo una scopa, una paletta, un Mocio ed un… Read More

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