Contrasti

Pearl Jam e Smashing Pumpkins. Un po’ il biglietto da visita di un adolescente che vuole marcare la sua diversità dagli altri, fregiandosene con supponenza. Provo a spiegarmi meglio. A tredici anni conoscevo poco o nulla della musica che mi accompagnò all’età adulta. Nel 1996, a casa, vedevo mia cugina Francesca che “sdoppiava” le cassette di musica Punk prestatele da Fabrizio, e ascoltavo qualcosa insieme a lei, ma poco mi interessava. Poi, un bel giorno in collegio a Spoleto, conobbi Nicola, che in prima superiore divenne il mio amico più caro. Il fascino che esercitava su di me era tutto basato su un contrasto, come sempre d’altronde: la sua timidezza,… Read More

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Da cosa nasce Cosa.

– Ci sono quattro cose che muovono ogni azione che io faccio, ho fatto e farò, ma me ne ricordo solo una. – Ma lo sai che non vedevo l’ora che me lo dicessi? Il moro ripose la rivista che stava sfogliando, aveva provocato uno strappo di tre centimetri nella pagina che stava consultando. Quando il biondo principiava a parlare, appesantiva sempre la prima vocale, e questo, sovente, faceva sprammare il suo amico di tutti i giorni. Con la loro Panda rossa si erano diretti al molo del porto canale. Il biondo si spaventava sempre, perché aveva paura che, percorrendo la lingua di cemento che tagliava le acque per arrivare… Read More

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Deformazione professionale.

Tempo fa acquistai un campo alla periferia di Cagliari. Il lotto era di quattro ettari, il vecchio proprietario lo aveva diviso a metà, una parte la vendette a me ed una a un salumiere che per quarant’anni aveva gestito una bottega in centro città. Era famoso: il prosciutto che aveva era dolce e morbido, ed era secondo soltanto alla sua mortadella, una prelibatezza da perderci la testa e la linea. Abbiamo comprato due ettari di terreno a testa. Io, prima o poi, ci pianterò qualcosa, dopo anni non ho ancora deciso. Il salumiere invece voleva imbastire un piccolo allevamento di suini. Le recinzioni non erano mai state costruite, ma per… Read More

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La mia collezione, la mia rovina.

Un pezzo della mia grande passione: collezionare palloni da calcio. Tempo fa decisi di catalogare ogni pezzo, e creai un file con la foto di ogni palla, annotavo il nome del modello, un giudizio estetico e tecnico, come ne ero venuto in possesso ed infine, in alcuni casi, dei ricordi che lo riguardassero. Le caselle del file hanno i seguenti titoli, partendo da sinistra: – Marca/modello; – In mio possesso dal: – Dimmi di lui. Giudizio estetico, ricordi su come l’hai avuto, insomma, il cazzo che ti pare. – Certificazione. Forse è proprio questo che ha fatto divenire questo interesse una passione che sfocia, va detto, in un’ossessione: l’affinità estetica… Read More

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Amicizia

– Mi annoi. – E perché? – Mi annoi tu, i posti dove mi porti, i posti dove ti trovo quando ti incontro per caso. Mi annoia come proponi il tuo tempo libero a noi, che siamo i tuoi amici. – E come lo “propongo”? – Senza brio, senza vivacità. Come fosse una naturale attitudine. Venire qui, fare questo, stare zitti oppure parlare di niente. Fare domande insulse. Penso che dovremmo smettere di frequentarci. – Ma, sai. Per mangiare, per vivere, devo fingere, devo ostentare vitalità, devo dipingere in me una finta voglia di stare in mezzo alla folla. – Non ti piace perché la folla è piena di sconosciuti?… Read More

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Un giorno in pornoteca

Un giorno in pornoteca Prima che diventassi un ottico, ero un ottimo responsabile punto vendita. Uno di quelli che oggi chiamano “Store Manager”, che gestiscono la vita di un negozio, si occupano del personale, della mobilitazione del magazzino, seguono gli incassi attenendosi a precise disposizioni strategico/commerciali. Ero tutto questo. Anche se – forse non è utile specificarlo, ma penso di sì – la mia era una videoteca di poche decine di metri quadri, io ero l’unico dipendente, non avevo un ufficio centrale a cui rendere conto, non avevo un magazzino, non facevo selezioni di personale, non avevo programmi di gestione attività. Avevo una scopa, una paletta, un Mocio ed un… Read More

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Il Torneo dei Papà

Oggi ci inventiamo una storia su un torneo organizzato dalla scuola elementare dove insegna mio fratello. Il Torneo dei papà …Un messaggio illuminò il telefono. Era Capitan Bibiani, gli rammentava la partita del Torneo dei Papà di quella sera. Era organizzato da alcuni maestri e genitori dell’istituto comprensivo Melanzio-Parini di Castel Ritaldi e Montefalco, allo scopo di reperire dei fondi per acquistare un apparecchio defibrillatore. I requisiti per potervi partecipare erano pochi: amare il calcetto, avere qualche chilo in più, essere padre di un alunno dell’Istituto, giocare corretti comportandosi, per dirla all’inglese, con Fair Play. Questa competizione, però, non si svolgeva a Manchester o a Cardiff, ma tra Castel Ritaldi,… Read More

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Raffronti di un ottico solitario

[…] Delle cure onde meco egli si strugge; e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. (Alla sera, U. Foscolo) Forse perché un capolavoro è tale anche per il suo essere riconducibile ad ogni piccola cosa che ci circonda. Possiamo ritrovarne un pezzetto mentre camminiamo per strada, mentre lavoriamo. Io per esempio, oggi in macchina attraversavo la Sardegna, ascoltando la musica del mio lettore. Scorrendo canzone per canzone, mi sono fermato al raggruppamento “sigle cartoni animati”. La settima o l’ottava era questa: https://www.youtube.com/watch?v=R6OC0ClptW4 Dicevo, forse perché sono io, quando guido, facilmente suggestionabile, o forse perché questi versi sono una parte recondita della mente nostra, scoperta, esplicata… Read More

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Roberto

Roberto Spoleto ospita e ha ospitato, oltre al Papa nel Medioevo, oltre a Graziano Mesina nel carcere della Rocca Albornoziana (da cui riuscì ad evadere), oltre al Festival dei Due Mondi, oltre a una serie di scrittori e poeti che hanno lasciato la loro traccia qua e là in giro per la città, anche qualche decina di migliaia di ragazzi, nel convitto di Piazza Campello. Arrivai in convitto nel 1993, entravo in quinta elementare, con me c’erano mio fratello Maurizio e mia madre. Per quanto giovane mi potesse sembrare, lei ci lasciò lì e non restò, non divenne convittrice come noi. Appena arrivati al piano del settore maschile, davanti alla… Read More

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La punteggiatura

La punteggiatura   I segni di interpunzione, mi diceva una professoressa, sono alcuni tra i tratti più belli e complessi della lingua scritta. Possono impreziosire una frase, possono cambiarne il senso, possono rovinarla o renderla incomprensibile. È per questo che li curo così tanto, ed è per questo che, nella ricerca della perfezione, ne sbaglio tantissimi. Come in amore, d’altronde. Cerco di essere perfetto. Cerco di essere un buon fidanzato, una brava persona. Ma non ci riesco, ho sempre una fidanzata che, un paio di volte a settimana (quando va bene), mi odia per qualche ora. A volte mi ritrovo ad immaginare la punizione che mi darebbe, per i miei… Read More

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