La Lista dell’Ottico Solitario.

Elenco delle cose che mi piacciono così tanto che l’atto di dire che mi piacciono mi piace ancora di più: – Le persone che raccontano le proprie piccole avventure quotidiane e lo fanno in terza persona; – Coppie o gruppi di ultra quarantenni che camminano con calma per la città di notte nei giorni infrasettimanali; – Le vie del centro, deserte e fredde, che mi serbano il privilegio di sentire i miei passi ed il mio respiro; – La discrezione e l’ aria sicura e calma delle coppie o gruppi di ultra quarantenni mentre passeggiano di notte; – Gli anziani che parlano di calcio all’antica maniera, nominando il Centravanti o… Read More

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Il mio discorso di fine anno.

Mi auguro che in questo nuovo anno che sta arrivando, io possa trovare le forze, io possa farcela. La vita è un gioco, si dice, ma se non hai voglia di giocare, la linea dell’esistenza diviene più storta. Sembrerà strano che io faccia un discorso simile, e forse lo è anche per me. E siccome non voglio essere uno di quelli che dice qualcosa senza entrare nel merito o nel particolare, voglio essere chiaro. In quest’anno che è appena passato sono state tante le volte in cui mi sono trovato in una stanza bianca e dalla luce fredda, con un grande specchio, a guardare i miei stessi occhi, imprecando come… Read More

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Quel gran genio del mio amico

“Quel gran genio del mio amico. Lui saprebbe come aggiustare, con un cacciavite in mano fa miracoli!”. Io ne ho uno più o meno come quello di Battisti. Aggiusta tutto e se ne va. Lo inviti a cena. Lui trova qualcosa da aggiustare, la aggiusta e se ne va. Ha però bisogno di una persona a fianco. Quando è inchinato, se vicino non c’é un cazzone che non ne capisce nulla, non riesce a concludere niente. E questo cazzone ovviamente sei tu, che devi rigorosamente stare in piedi, se no non funziona. Non gli serve nemmeno per farsi passare un attrezzo o un rivetto, ha tutto in tasca, ma il… Read More

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Natale studentesco.

Nell’Autunno del 2002 frequentavo il mio primo anno d’Università a Perugia. Mi iscrissi alla facoltà di Storia e Informazione, senza sapere cos’avrei voluto fare dopo gli studi, senza sapere se sarei riuscito ad appassionarmi al piano d’esami che andavo configurando, l’unica cosa che contava era scegliere la facoltà a più basso contenuto di discipline scientifiche possibile. Manco a dirlo, il primo esame che sostenni fu uno scritto di Economia Generale. Un laureato in Fisica mi riderebbe in faccia per averla ascritta tra le materie scientifiche, ma per me, che all’infuori dell’Aritmetica e dell’Algebra basilare è tutto un universo odiato ed ignobile, studiare paragrafi dal titolo “La curva della domanda”, “Il… Read More

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Il pregiudizio.

In un famoso film Totò si presentò a Milano in piena Estate, vestito con colbacco, giaccone e sciarpa. Costrinse anche Peppino a fare altrettanto, e quando la sua mitica Spalla fece lui notare che quell’abbigliamento fosse un poco inadeguato per la stagione, lui rispose, a grandi linee: siamo a Milano, siamo al Nord! E al Nord fa freddo. Io sono sardo, e da buon isolano, di pregiudizi ne ho tanti. E posso affermare che Totò avesse pienamente ragione. Al Nord fa freddo, e bisogna vestirsi pesanti. Punto e basta. Ecco, sulla falsa riga di quella bellissima scena, così magicamente comica ed auto ironica, pensando a quella sorta di analisi che… Read More

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Le saponette

Borbottando frugo nella borsa, tirando su la voce per farmi sentire, nella speranza che qualcuno rida di ciò che dico, in sostanza farfuglio per il pubblico: “ma quante saponette hai comprato? Le hai sgraffignate al negozio?“. Finché non m’avvedo di quel che sto facendo, e la pianto, oh se la pianto. Ma la pianto di brutto… Ma partiamo dal principio. Con Giulia cerchiamo casa da qualche giorno, gli annunci pullulano ma le nostre esigenze fanno sì che tra giornale e internet le opzioni si riducano a pochi appartamenti. Vorremmo risparmiare rispetto al salato affitto che paghiamo nel centro città, vorremmo stare in una zona più silenziosa e meno affollata, soprattutto di… Read More

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Prima visione un cavolo.

Contrariamente a qualche anno fa, andare al cinema non mi piace più. Vedere un film in santa pace in casa, quello sì, purché sia un film che ho già visto. Non ho interesse a vedere nuove opere. E non si pensi che sia perché io abbia qualsiasi pregiudizio verso il cinema di oggi, o qualsivoglia competenza per giudicare un film -vecchio o nuovo che sia- dal suo regista, dal suo direttore della fotografia, dall’autore delle musiche, dagli attori. Semplicemente, ho perso interesse, tranne che per ciò che so già di amare. Un limite che ha del patologico, direste, una vera malattia, risponderei. Ma tant’è. Ecco di seguito elencati i film… Read More

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Contrasti

Pearl Jam e Smashing Pumpkins. Un po’ il biglietto da visita di un adolescente che vuole marcare la sua diversità dagli altri, fregiandosene con supponenza. Provo a spiegarmi meglio. A tredici anni conoscevo poco o nulla della musica che mi accompagnò all’età adulta. Nel 1996, a casa, vedevo mia cugina Francesca che “sdoppiava” le cassette di musica Punk prestatele da Fabrizio, e ascoltavo qualcosa insieme a lei, ma poco mi interessava. Poi, un bel giorno in collegio a Spoleto, conobbi Nicola, che in prima superiore divenne il mio amico più caro. Il fascino che esercitava su di me era tutto basato su un contrasto, come sempre d’altronde: la sua timidezza,… Read More

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Da cosa nasce Cosa.

– Ci sono quattro cose che muovono ogni azione che io faccio, ho fatto e farò, ma me ne ricordo solo una. – Ma lo sai che non vedevo l’ora che me lo dicessi? Il moro ripose la rivista che stava sfogliando, aveva provocato uno strappo di tre centimetri nella pagina che stava consultando. Quando il biondo principiava a parlare, appesantiva sempre la prima vocale, e questo, sovente, faceva sprammare il suo amico di tutti i giorni. Con la loro Panda rossa si erano diretti al molo del porto canale. Il biondo si spaventava sempre, perché aveva paura che, percorrendo la lingua di cemento che tagliava le acque per arrivare… Read More

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Deformazione professionale.

Tempo fa acquistai un campo alla periferia di Cagliari. Il lotto era di quattro ettari, il vecchio proprietario lo aveva diviso a metà, una parte la vendette a me ed una a un salumiere che per quarant’anni aveva gestito una bottega in centro città. Era famoso: il prosciutto che aveva era dolce e morbido, ed era secondo soltanto alla sua mortadella, una prelibatezza da perderci la testa e la linea. Abbiamo comprato due ettari di terreno a testa. Io, prima o poi, ci pianterò qualcosa, dopo anni non ho ancora deciso. Il salumiere invece voleva imbastire un piccolo allevamento di suini. Le recinzioni non erano mai state costruite, ma per… Read More

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