Dieci emozioni. Capitolo finale.

Il piacere, si sa, è una sensazione effimera, ed è per questo che dopo averlo visto, mi piace raccontare il modo stupido e ingenuo con cui in breve tempo si giocò le altre cartucce. Dopo avere appreso la notizia della sua malattia, mio padre aveva attuato una strategia, così sottilmente inefficace che rapidamente divenne la causa della seconda ruga sul viso del malato. Restò insieme a lui per dieci giorni interi. Cercarono di varare un piano per conservare la vita più a lungo possibile. Non s’inventarono nulla di meglio che riempire la casa di passatempi, ed entrambi smisero di uscire. Inizialmente la cosa sembrò funzionare. Videogiochi, cinema, letteratura e pornografia… Read More

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Dieci emozioni. Capitolo 1 di 3.

Mio padre. A sedici anni rubava la frutta dai campi alla periferia della città. A diciotto era il capo di una piccola brigata. Armati di scacciacani fermavano i furgoni postali e li ripulivano. All’ inizio degli anni ottanta aveva vent’anni e campava simulando incidenti stradali per farsi risarcire dalle assicurazioni. Poi nacqui io. Vissi mezza vita tra case famiglia e affidamenti, per poi finire al collegio nazionale, da dove ogni tanto venivo portato via da qualche zio, che di me non sapeva nulla e nulla voleva sapere. Un paio di domeniche l’anno, escluse le festività importanti, mi venivano a prendere e mi mettevano a sedere alla loro tavola. Mi servivano… Read More

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