Tutt’altro che calcio. -Capitolo finale.

L’ Is Mirrionis chiamò un Time out, il tempo era quasi scaduto. La Signormarchi si radunò attorno a Marco e lo stettero ad ascoltare. Non ho nulla da dirvi, la partita è vinta. Ma come vinta? Arrogantis!- Coglionibus, tu dai retta a me e taci. E ora tornate in campo. Giulio: piazzati in porta e non ti muovere. L’ Is Mirrionis batté il calcio d’ inizio. Il padre di Franco tirò una sassata che Giulio respinse, ma la palla arrivò tra i piedi del gemello destro, che tirò, la palla superò Giulio ma si stampò sulla traversa, si impennò di qualche metro, il padre di William allargò i gomiti e… Read More

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Tutt’altro che calcio. – Terza Puntata-

3.1 Signor Cinus, dalla sua postazione: – Minca mia a loro, oggi giocano contro i castellani, quelli sono stravanati, ci cravano la goleada. E comunque quello alto della Signormarchi è un pal’ e porta.- “Pal’ e porta” era l’ aggettivo che si dava a un giocatore al quale non si riusciva ad affibbiare il giusto ruolo in campo. In questo turno affrontavano i ragazzi del quartiere storico di Castello. Fisicamente erano tutti bassi e tarchiati, con lo stesso modo di muoversi e la stessa inflessione dialettale. Avevano una quarantina d’ anni e sembravano cinque gemelli eterozigoti. A pochi minuti dall’ intervallo il pubblico era in preda al delirio per l’… Read More

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