Hummel, Jeg har karakter

Così per caso ho trovato questo pallone. Non so se sia mai stato usato in competizioni ufficiali. Certo, la versione in mio possesso è recente, del periodo in cui il pallone unificato aveva o stava per prendere il sopravvento. Però ho deciso di comprarlo ugualmente, per seguire un sentimento, dopo mesi in cui inseguivo altro. Eh sì, perché nell’ultimo anno mi ero fissato nella ricerca dei palloni usati in competizioni ufficiali. ergo cercavo il pallone della Champions League, quelli della Serie A, quelli degli Europei, eccetera. Mi ritrovavo a trattare prezzi per palloni così brutti, ma così brutti da far vomitare Mister Nike in persona, o Mister Adidas. Sia chiaro,… Read More

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Il rifugio – capitolo finale.

Un pomeriggio di Maggio, lo ricordo bene, era una serata bellissima. Il sole era a mezza altezza, e con le maniche delle felpe tirate su, sporchi da capo a piedi dopo ore a correre per le vie, trovammo un nuovo tesoro. Non pesava come l’oro e non ne valeva le pecunie, ma per noi era altrettanto prezioso. Erano purtroppo le sette e mezza, e il coprifuoco era per le otto. Ci trovavamo a due isolati dal nostro, in una strada dove non passavamo mai. Il marciapiede era largo cinquanta centimetri, poi iniziava una distesa di fiori gialli dal gambo alto e dall’odore sgradevole, ma a noi non dispiaceva. Francesco Grande,… Read More

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La Lista dell’Ottico Solitario.

Elenco delle cose che mi piacciono così tanto che l’atto di dire che mi piacciono mi piace ancora di più: – Le persone che raccontano le proprie piccole avventure quotidiane e lo fanno in terza persona; – Coppie o gruppi di ultra quarantenni che camminano con calma per la città di notte nei giorni infrasettimanali; – Le vie del centro, deserte e fredde, che mi serbano il privilegio di sentire i miei passi ed il mio respiro; – La discrezione e l’ aria sicura e calma delle coppie o gruppi di ultra quarantenni mentre passeggiano di notte; – Gli anziani che parlano di calcio all’antica maniera, nominando il Centravanti o… Read More

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Quel gran genio del mio amico

“Quel gran genio del mio amico. Lui saprebbe come aggiustare, con un cacciavite in mano fa miracoli!”. Io ne ho uno più o meno come quello di Battisti. Aggiusta tutto e se ne va. Lo inviti a cena. Lui trova qualcosa da aggiustare, la aggiusta e se ne va. Ha però bisogno di una persona a fianco. Quando è inchinato, se vicino non c’é un cazzone che non ne capisce nulla, non riesce a concludere niente. E questo cazzone ovviamente sei tu, che devi rigorosamente stare in piedi, se no non funziona. Non gli serve nemmeno per farsi passare un attrezzo o un rivetto, ha tutto in tasca, ma il… Read More

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Nike Ordem V Hi-Vis.

Cagliari Pordenone, sciagurato sedicesimo di finale per i rossoblu, buttati fuori da una indomita formazione di terza serie. Minuto cinque circa, angolo di Cossu, appoggia su Van der Wiel che crossa, a centro area Capuano incorna, ma la palla finisce sul piccolo parterre della Curva Nord. Un ragazzo la blocca in una presa plastica e si dilegua. Questo è quel pallone. Rarità, se vogliamo autoconvincerci: è una sfera usata in una Coppa Italia che il Cagliari, almeno per quest’anno, non vedrà se non in televisione. Vi piace? (È pur sempre un maledetto Nike Unico, lo so  ) Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione… Read More

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La punteggiatura

La punteggiatura   I segni di interpunzione, mi diceva una professoressa, sono alcuni tra i tratti più belli e complessi della lingua scritta. Possono impreziosire una frase, possono cambiarne il senso, possono rovinarla o renderla incomprensibile. È per questo che li curo così tanto, ed è per questo che, nella ricerca della perfezione, ne sbaglio tantissimi. Come in amore, d’altronde. Cerco di essere perfetto. Cerco di essere un buon fidanzato, una brava persona. Ma non ci riesco, ho sempre una fidanzata che, un paio di volte a settimana (quando va bene), mi odia per qualche ora. A volte mi ritrovo ad immaginare la punizione che mi darebbe, per i miei… Read More

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Serie tv e sigle.

A vent’anni, ricordo, quando vivevo a Perugia, il venerdì salivo in centro e andavo al cinema teatro Il Pavone alle 16:30, ora in cui veniva proposta la nuova pellicola settimanale. Qualunque fosse il film che proiettavano, io mi infilavo dentro. Mi recavo in galleria e avevo il mio loggione personale. C’erano diverse sedie, culo su di una, piede in un’altra e braccio in un’altra ancora. Come fossi a casa. Vidi decine di film, e me li ricordo tutti, come The Ring. Me la feci sotto dalla paura, anche perché in tutta la sala c’ero solo io. Oppure Big Fish, Thirteen -tredici anni-. La mia usanza del venerdì, dicevo, era il… Read More

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Louise Dombrowski

Due fratelli si trovano in galera, sconsolati ma non troppo. Fanno due chiacchiere e fumano un sigaro. La città in cui vivono è sconvolta da una serie di omicidi, oltre ai quali, durante le indagini, emergono le storie della desolazione giovanile nascosta dietro ai bei vestiti, ai visi candidi, la pelle chiara e liscia, i sorrisi con zigomi rigonfi di vitalità e giovinezza. Twin Peaks, anche dopo l’arrivo dell’FBI, rimane un paesello sperduto da qualche parte, su al nord. Lo sceriffo, il giudice, la barista e l’imprenditore. Tutti si conoscono, ognuno ha la propria vita e la propria esistenza, che sembra inserita in un circolo di vita molto più ampio,… Read More

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Liquirizie e guanti neri.

“Ne mangio mille al giorno e vuoi sapere perché? Sei tutta naturale e niente è meglio di te. Ta-Ta, Ta-tabù”. Quanto era bello questo spot? Quanto geniale l’ideatore? Quanto bravo il disegnatore? Un uomo di colore che si mimetizza nel buio dello sfondo. L’attenzione è attirata dai particolari in bianco della sua figura. La giacca, il rossetto, il papillon. E i guanti, soprattutto. Quante volte ci capita di portare in automobile una persona particolarmente ansiosa? Beninteso, io odio la velocità, odio chi corre e chi fa lo slalom in mezzo alla città, chi si attacca alla macchina davanti, chi è spericolato. Amo la prudenza. Però, se siedo in macchina con… Read More

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Nove – ventitré

Un uomo aveva in mano una tessera bancomat, la inserì nel Pos, digitò l’ importo, con fare esperto lo girò e porse la tastiera al cliente che coprendola scrisse il codice segreto. Attesero entrambi, forse sperando insieme che il conto contenesse abbastanza denaro, che uscissero i due scontrini, transazione eseguita, copia cliente. Vuole una busta, sì grazie, anzi guardi le do questa di cartone con le figure della Disney, che gentile, grazie arrivederci. L’uomo girò attorno al banco, attraversò il negozio. Una donna teneva della merce in mano, indecisa, guardava con occhi supplichevoli l’uomo, che sorridendo scelse per lei, a caso. Mi attenda alla cassa, arrivo subito, guardi questi, sono… Read More

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