Galex Perugia.

Un giorno, mentre terminavo la mia giornata di lavoro per un’agenzia di volantinaggio a Perugia, salendo sulla macchina del capogruppo, un mio collega, atterrito, mi disse: Sem’ falliti. Cosa? Il Perugia è fallito. Ma come? Avete solo perso lo spareggio col Toro. Eh, e oggi ci hanno dichiarato falliti. Non ce lo aspettavamo proprio. Tornati in agenzia presi la mia Vespa e corsi allo stadio Curi, certo di trovare un bel baccano. Non vidi esattamente ciò che mi aspettavo: nessuno lanciava pietre o protestava, però un folto gruppo di sostenitori presidiava il piazzale, ed ho in mente una per una le loro facce. Si trovavano al funerale del loro amore… Read More

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Il rifugio – capitolo finale.

Un pomeriggio di Maggio, lo ricordo bene, era una serata bellissima. Il sole era a mezza altezza, e con le maniche delle felpe tirate su, sporchi da capo a piedi dopo ore a correre per le vie, trovammo un nuovo tesoro. Non pesava come l’oro e non ne valeva le pecunie, ma per noi era altrettanto prezioso. Erano purtroppo le sette e mezza, e il coprifuoco era per le otto. Ci trovavamo a due isolati dal nostro, in una strada dove non passavamo mai. Il marciapiede era largo cinquanta centimetri, poi iniziava una distesa di fiori gialli dal gambo alto e dall’odore sgradevole, ma a noi non dispiaceva. Francesco Grande,… Read More

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Il rifugio – Parte I-

Abitavo in una località alla periferia di Spoleto, Baiano per l’appunto. Non ricordo con precisione i nomi delle montagne che tagliavano a metà il cielo quando guardavo in lontananza, ne elenco alcune alla rinfusa, un po’ perché il suono mi piace assai, un po’ perché scriverli e pronunciarli m’aiuta nel ricordo, addolcisce la nostalgia: Monte Subasio, Monte Vettore, Pettino. La strada di casa mia era poco trafficata, dei marciapiedi vecchi e rovinati finivano sui muri di cinta dei giardini. Guardando dall’alto, la lottizzazione si presentava come una enorme serie di zeri, che al centro avevano uno spiazzo incolto. Quello del mio isolato era il più inaccessibile: arbusti intricati, fanghiglia e… Read More

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Il Torneo dei Papà

Oggi ci inventiamo una storia su un torneo organizzato dalla scuola elementare dove insegna mio fratello. Il Torneo dei papà …Un messaggio illuminò il telefono. Era Capitan Bibiani, gli rammentava la partita del Torneo dei Papà di quella sera. Era organizzato da alcuni maestri e genitori dell’istituto comprensivo Melanzio-Parini di Castel Ritaldi e Montefalco, allo scopo di reperire dei fondi per acquistare un apparecchio defibrillatore. I requisiti per potervi partecipare erano pochi: amare il calcetto, avere qualche chilo in più, essere padre di un alunno dell’Istituto, giocare corretti comportandosi, per dirla all’inglese, con Fair Play. Questa competizione, però, non si svolgeva a Manchester o a Cardiff, ma tra Castel Ritaldi,… Read More

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Una disavventura sul Ponte delle Torri. Prima parte (1/2).

Una disavventura sul Ponte delle Torri. Prima parte. La città di Spoleto si trova nel cuore dell’ Umbria, in provincia di Perugia, ai due terzi della strada che, tortuosa di quà e veloce di là, congiunge due capoluoghi di provincia. L’ accento spoletino è vicino a quello ternano, ma il campanilismo divide gli abitanti, che si schierano per metà a favore di Perugia, per metà a favore di Terni. Da qualsiasi parte si volga lo sguardo, l’imponente Rocca Albornoziana campeggia in bella vista. Di giorno i suoi mattoni catturano i raggi del sole, di notte le luci dei fari la illuminano con vigore. Man mano che dalla città moderna si… Read More

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Amatrice

A diciassette anni facevo il cameriere in un hotel a Monteluco, una località montuosa nei pressi di Spoleto. Era l’Estate 2001, e mentre al bar preparavo le colazioni da portare in sala agli ospiti, la tv trasmetteva le immagini del G8 di Genova. Ero un adolescente con l’illusione che un impiego stagionale mi avrebbe garantito i soldi per una stagione di divertimenti e bagordi. Ma il lavoro, constatai, era un’altra cosa. Ricordo che mentre aspettavo che i vacanzieri scendessero per ordinare i cappuccini e le brioches leggevo un libro, che lasciai a metà, ma conto di finirlo, prima o poi. I Furiosi della Domenica, di Bill Buford. Un racconto-analisi sull’… Read More

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Terremoto.

Una volta Attilio, di Norcia, mentre giocavamo a picchiarci, mi diede un pugno sulla nuca così forte che vidi tutto tappezzato di nero e rigato di bianco, come un cielo notturno in balia dei fulmini. Una volta Gigi e Andrea, gemelli, mi hanno raccolto da terra per cercare di salvarmi dalla polizia che stava arrivando per identificarmi, visto che ero steso a terra, sbronzo. Loro lo erano molto meno, ma ero troppo pesante, quindi arrivò l’ ambulanza -grazie al cielo prima dei poliziotti- e mi portò in ospedale, dove mi svegliò il giorno dopo un anziano signore perché ero desiderato al telefono. Era la mamma dei gemelli che voleva sapere… Read More

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Ritorno a casa di un convittore.

Questa scena mi fa schifo. I ragazzi con i bagagli, il treno che aspetta, il collegio che si allontana, tre mesi a casa propria. Mi par di esserci, in quel gruppo. Mi par di viverle, quelle sensazioni. Ecco, io vorrei stare con loro, e, a differenza di come (non) ho fatto in passato, gridare: -IO VOGLIO RESTARE QUÌ! Sabato prossimo devo ricordarmi di non guardare “Il Principe mezzosangue”, non voglio tornare a sentirmi perduto. Non voglio abbandonare mai più casa mia, nemmeno per una sola Estate. Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on… Read More

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Pescatore poco esperto.

Mi trovo al porticciolo turistico. Per la prima volta in vita mia voglio provare a pescare. L’ attrezzatura me l’ha prestata un amico. Ho seguito un breve corso online su come si applica l’ esca all’ amo, su come si maneggia il mulinello e tutto il resto. Non basta, ne sono conscio, ma la noia è peggio di un’infruttuosa battuta di pesca. E poi non si sa mai. Non so se ci siano dei divieti, pertanto cerco il punto più buio, dove potermi acquattare per stare in santa pace senza rischiare che un custode venga a prendermi a calci. Mi siedo sul ciglio dell’acciottolato, in un muretto di pietra alto… Read More

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